Titoli di coda

Caspar David Friedrich

Dovrei ringraziare un’infinità di persone, con il risultato di allineare nomi come nei titoli di coda, cosa di cui al lettore non importa niente, e negli amici suscita quel sottile brivido che si chiama “vediamo se si è ricordato anche di me”. Dunque risparmio a entrambi la lista, ma ci sono tre persone che non posso proprio evitare di nominare:

Eleonora De Bernardi, che dopo un viaggio a Providence tanti anni fa, mi portò in regalo un libretto con storie di folclore locale, tra cui quella di Sarah Tillinghast, che subito accese il mio interesse; Diana Manfredi, mia figlia, che vive a San Francisco e mi ha accompagnato nelle mie esplorazioni in Rhode Island, girando e montando un mini-documentario sui luoghi del romanzo che chi vuole può vedere nella sezione Historica di questo sito o sul mio (www.gianfrancomanfredi.com ); e infine l’editore stesso di questo romanzo, Paolo De Crescenzo, che non mi ha mai fatto mancare il suo stimolo e mi ha lasciato assolutamente libero di scrivere quello che volevo, senza vincoli né quantitativi (di numero di pagine), né qualitativi (di stile e di genere).

I personaggi di questo romanzo sono stati la mia guida, non li ho scelti funzionalmente alla storia, ma ho cercato di rendere la storia funzionale a loro. Ho già cominciato a studiare ed esplorare, in vista di una nuova avventura di Aline e Valcour. Se e quando vedrà la luce, dipenderà anche da come i lettori accoglieranno questo romanzo. Non lo dico dal punto di vista commerciale, ma perché sono intimamente convinto che il Romanzo sia tuttora la forma espressiva più interattiva che esista, e che l’immaginazione di chi scrive, una volta espressa in parole stampate, possa diventare narrazione solo se rielaborata dall’immaginazione di ogni singolo lettore, secondo la propria consapevolezza e sensibilità. È questo il miglior contagio che ci si possa augurare.

Gianfranco Manfredi